Chevrolet Orlando, spazio per 7!

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Chevrolet Orlando, spazio per 7!

Abbiamo provato la duemila turbodiesel con cambio automatico. Brillante e comoda ha comportamento sincero e tanto spazio a bordo. Prezzo molto competitivo.

Sicuramente non è un’auto convenzionale nel senso in cui siamo abituati a intendere questo aggettivo. Parliamo della Chevrolet Orlando, comoda e spaziosa crossover presente sul mercato da un paio di anni e che sta conoscendo un ottimo successo di pubblico e di critica. Orlando è una macchina lunga poco più di 4,6 metri che si fa notare per la quantità di spazio che offre a bordo. In sette, se si sacrifica il bagagliaio, si sta proprio comodi. In cinque invece si può portare con sé mezza casa. Merito della flessibilità degli interni e dello sfruttamento degli spazi. All’esterno la Orlando ricorda un po’ nelle linee e nella imponenza lo stile americano, poi basta salire a bordo (perché qui si sale comodamente e non si scende) per ritrovarsi una impostazione assolutamente europea e comunque caratterizzata da spazio, buone finiture e soluzioni pensate fin nei minimi dettagli. Un esempio viene dal pannello della radio che nasconde un vano ampio facile da raggiungere e da nascondere ai curiosi.

Il posto guida è comodo e ampio e permette di trovare facilmente la posizione corretta di guida indipendentemente dalle proprie caratteristiche fisiche. Bella la strumentazione che racchiude davanti al guidatore tutte le informazioni necessarie. Al centro della plancia caratterizzata da forme morbide l’area dedicata al navigatore, alla radio, ai comandi del clima. Lo schermo del navigatore è bene dimensionato e di facile lettura. Buono il sistema di climatizzazione che pur non avendo raffinatezze eccessive fa il proprio lavoro in modo egregio senza far rimpiangere impianti troppo sofisticati.

chevrolet-orlando-comandiLa versione che abbiamo avuto in prova è una LTZ 2 litri turbodiesel dotata di cambio automatico. Un comando quest’ultimo che prende molto dell’esperienza della casa madre americana in materia di trasmissioni per ciò che si riferisce alla morbidezza di azionamento.

Il motore della Orlando è un quattro cilindri turbodiesel da 163 cv dotato di una sana e robusta coppia motrice, che permette di guidare in tutto relax senza dover spingere troppo il piede sul pedale dell’acceleratore per muoversi agevolmente nel traffico.

La Chevrolet Orlando si guida bene, il motore potente la rende più brillante del necessario e quindi viaggiare è piuttosto piacevole. Inoltre la sesta marcia particolarmente lunga fa in modo che in autostrada ai canonici 130 all’ora si sia immersi nel silenzio con l’ago del contagiri attorno ai 2000 giri al minuto. La tenuta di strada è più che convincente e la Orlando dispensa un senso di sicurezza davvero interessante. D’altra parte le scelte fatte in questa direzione sono chiare e inequivocabili. Sei airbag, una struttura in acciaio particolarmente robusta e avvolgente dell’area abitacolo in modo che al suo interno i passeggeri possano sentirsi ed essere accompagnati dal massimo della sicurezza.

Importante anche il lavoro fatto per la sicurezza dinamica: il controllo elettronico della stabilità gestisce al meglio la trazione, e aiuta a prevenire slittamenti, applicando automaticamente una frenatura correttiva, per aiutare rapidamente a recuperare il controllo della vettura.

Gli interni della Orlando sono ben rifiniti e soprattutto ben studiati. I sedili ad esempio possono essere configurati in ben sedici differenti modi, rendendo quindi Orlando l’auto ideale per chi deve farne un utilizzo non specifico, ma deve trovarsi ad affrontare ogni giorno della settimana necessità di trasferimento diverse. Da due a sette posti in un batter d’occhio, e una infinità di piccoli e grandi vani di carico che spuntano fuori in ogni angolo di questa Chevrolet ne fanno un modello davvero versatile e particolarmente piacevole da sfruttare al massimo.

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Nel nostro caso abbiamo volutamente messo alla prova la Orlando con sci, scarponi, animale domestico e famiglia al completo. Tutto inghiottito in un attimo senza il minimo problema. E soprattutto senza fatica, visto che per ribaltare in avanti i sedili, basta una sola mano. Lo sterzo è diretto e sufficientemente sensibile e invoglia una guida sbarazzina, facendosi però apprezzare anche se utilizzato con maggiore signorilità e attenzione verso i passeggeri.

Nella media della categoria i consumi, nonostante la stazza notevole della Chevrolet Orlando e la tentazione di adottare una guida allegra, complice il motore decisamente vivace. La nostra versione in prova era oltre tutto (come già scritto) dotata di cambio automatico, altro elemento che teoricamente non facilità la guida parsimoniosa. Basta non farsi prendere dalla guida sportiva in città (per altro inutile) per potersi ricordare della stazione di servizio solo ogni tanto, grazie anche ai 64 litri del serbatoio che garantiscono percorrenze lunghe senza rifornimenti. Infine il prezzo che per questo modello al vertice della gamma si attesta a 26.500 euro, cifra in cui c’è già praticamente tutto, navigatore e impianto Hifi compresi.

di Paolo Beducci

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