Di padre in figlio, una vita tra i motori

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Di padre in figlio, una vita tra i motori

A Gaggiano, paese dell’hinterland milanese, è attiva da 60 anni un’officina che ha affrontato la crisi aumentando le competenze e allargando i servizi da offrire ai clienti.

Sessant’anni di attività. Prima il padre Carlo che negli anni ’50 decide di svolgere in proprio l’attività di meccanico, poi il testimone passa ai figli che ereditano la passione per i motori. Sono i fratelli Re, Umberto e Alessandro, che da molti anni sono un punto di riferimento per guasti meccanici della auto della zona. A condurci nella visita di questa officina molto grande, e che può ospitare in contemporanea almeno cinque vetture in riparazione, è il maggiore dei due fratelli, Umberto.
Un’officina a conduzione familiare, che vorrebbe allargarsi, ma che i tempi di magra, che sta investendo anche questo settore, non consigliano di fare il passo più lungo della gamba. Un’attività che comunque, come ci spiega Umberto, tutto sommato va bene, grazie alla fidelizzazione della clientela storica che trova professionalità e anche un po’ di calore umano, (che non guasta mai) quando deve portare la propria auto a riparare o solo per il cambio stagionale degli pneumatici.
In un attimo di pausa tra spinterogeni e bulloni, Umberto ci spiega quali sono i nuovi problemi che un’officina deve affrontare e ci da uno spaccato sul mercato in questo settore, che come molte altri, subisce il momento di crisi che attanaglia l’industria italiana.

Quali sono i problemi maggiori di un’autofficina di questi tempi?

I clienti nuovi, che non conosci e che chiedono favori sui pagamenti. Ovvero dilazioni, senza che noi abbiamo garanzie di nessun tipo, col rischio poi che questi non ci paghino. Scegliersi una buona clientela al giorno d’oggi è fondamentale. Inoltre dobbiamo fare un sacco di corsi di aggiornamento, praticamente tutti i mesi, perché altrimenti non sei in grado di riparare tutte le nuove auto e dovremmo rifiutare dei lavori e questo non possiamo permettercelo. Infine è aumentata un sacco la burocrazia. Siamo sommersi dalle carte rispetto a qualche anno fa.

Padre-in-figlio-intervista-3Il mercato del ‘nuovo’ è in picchiata e si preferisce far riparare la macchina piuttosto che sostituirla. Per voi il lavoro è aumentato?

No, secondo me paradossalmente è calato. La gente tende a riparare la macchina proprio quando rischia che questa lo lasci in panne. Anche se avverte dei piccoli problemi, se questi non sono particolarmente gravi, difficilmente si fa vedere in officina per capire cosa è successo. Inoltre, anche chi ha macchine nuove, rimanda sempre di più il giorno per effettuare il tagliando e non lo esegue più nei tempi stabiliti.

I costi di gestione: sono aumentati, diminuiti o sono rimasti uguali?

Purtroppo sono aumentati i prezzi dei ricambi, mostruosamente direi. Cerchiamo di essere competitivi tenendo il costo per la manodopera come quello di molto tempo fa, altrimenti i costi generali per il cliente aumenterebbero troppo e il lavoro diminuirebbe drasticamente.

E cosa fate per affrontare la crisi e per continuare la vostra attività?

Ci siamo inventati dei lavori, o meglio abbiamo allargato i servizi che possiamo offrire al cliente. Ad esempio, ora siamo anche gommisti. Abbiamo fatto un investimento e abbiamo acquistato le macchine necessarie e gli strumenti per svolgere anche questa attività. Ci siamo messi a fare i lavaggi dei cambi automatici, lavoro che pochissime officine della zona sono in grado di fare. Insomma bisogna stare al passo con i tempi e offrire un servizio completo al cliente sotto tutti gli aspetti.

Padre-in-figlio-intervista-2In officina siete in due, tu e tuo fratello. Vi farebbe comodo un aiuto, oppure non riuscite a permettervelo?

Si, ci servirebbe una aiuto. In due lavoriamo tanto e facciamo fatica a stare a dietro a tutto, appunto, come dicevo prima, perché abbiamo allargato le nostre competenze. L’ideale sarebbe anche un persona che si occupi dell’aspetto burocratico, una segretaria insomma. Oggi giorno ci sono sempre più problemi con le varie scartoffie che dobbiamo affrontare e queste, per risolverle, ci portano via tempo prezioso per il nostro vero lavoro. Ma al momento una, o due persone che ci farebbero comodo non possiamo permettercele.

di Danilo Loda

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