Il ricambio a due ruote

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In un settore in cui le vendite del nuovo sono letteralmente crollate, il mercato aftermarket punta anche sui prodotti di personalizzazione.

due_ruote_springLa scusa è di quelle buone: un giro all’Eicma per capire come si muove il mondo dei ricambi per le due ruote. Apparentemente molto diverso da quello dedicato alle auto, ma in effetti più simile di quanto si possa immaginare.
Il primo dato che appare chiaro è che il mondo delle due ruote, come del resto quelle delle vetture, ha visto negli ultimi anni un notevole incremento di competitività del settore. C’è stato un vero e proprio attacco da parte dei costruttori verso il mondo delle officine. Anche se alcune differenze con il mondo dell’auto ci sono e permangono in bella evidenza. In primo luogo la differenza fra i due mercati, sia in termini di volumi, sia per ciò che concerne la clientela che anima questi due settori. Le moto dal canto loro pur avendo chilometraggi decisamente inferiori a quelle delle auto (in genere) sono oggetto di grande attenzione da parte dei loro proprietari. Paradossalmente molto più che le auto. Questo accade perché sempre più spesso l’aspetto ludico tipico dell’automobile, si sta spostando verso le due ruote. Le auto si stanno gradualmente trasformando in un oggetto rigorosamente legato al trasporto, rinunciando all’aspetto emozionale in misura quasi assoluta. Aspetto emozionale che si è gradatamente spostato verso le due ruote. In primo luogo per via dei costi decisamente più sostenibili, in seconda battuta per il semplice fatto che la moto può essere confinata a un uso occasionale e quindi può essere oggetto di elaborazioni meccaniche o estetiche senza incorrere in problemi eccessivi. Anche se, è bene ricordarlo, gran parte di quelle modifiche che si vedono spesso sulle moto, sono del tutto fuori legge e quindi a rischio per ciò che riguarda gli aspetti assicurativi e di conformità al libretto di circolazione.

bmwDue ruote di passione

Così oggi, il mondo dell’aftermarket inteso nel senso ludico del termine è quasi completamente appannaggio delle due ruote. Ammortizzatori, luci speciali, componenti di carrozzeria, impianti di scarico, leve, manopole, carburatori, filtri. Sono solo una piccola parte di ciò che oggi il mercato del ricambio motociclistico mette a disposizione della clientela. E se da una parte i colossi della ricambistica sono presenti sia nel mondo a due che in quello a quattro ruote, la parte del leone su questo mercato la fanno produttori di dimensioni medie e piccole che sono stati capaci di crearsi spazi significativi fra gli appassionati. Non a caso proprio Eicma è stato il luogo in cui questa parte di mercato ha trovato una sua reale collocazione. L’area Eicma Custom ha visto una vera e propria schiera di partecipanti (Chopper Crown, Nero Opaco Motociclette, W&W Cycles, Pirelli, Dice Magazine, Steel 2 Silver, By Stramberia, Rude Riders, 70’s Helmet, OTM Garage, Custom Attak, Penz Custombikes, Samurai Chopper sono solo una piccola parte dei nomi presenti). Si tratta molto spesso di fattori di moda legati a modelli stranieri (tipicamente americani) come nel caso della personalizzazione fatta a suon di scarichi selle e serbatoi. Se fino a qui ci siamo occupati dei ricambi, intesi soprattutto come completamento di un oggetto che da mezzo di trasporto diviene feticcio, c’è un altrettanto importante aspetto legato ai ricambi intesi in senso più tradizionale. O se vogliamo, più vicino a come sono intesi nel mondo dell’auto. Qui il mercato è più simile al mondo dell’auto anche se la presenza del meccanico di fiducia è più sentita che altrove.

husqvarnaUn mondo di appassionati

Ci spieghiamo meglio: si tratta di un mondo di appassionati fatto di relazioni interpersonali. Spesso quindi il fatto che un meccanico sia affiliato a un marchio motociclistico, non esclude affatto che possa proporre al cliente un ricambio non originale, dichiarandolo. Questo perché c’è ancora una notevole discrezionalità nel leggere il desiderio di un motociclista invece che di un altro.
Il classico esempio sono le pastiglie dei freni. L’automobilista di solito si limita a esigere pastiglie che frenino e che garantiscano sicurezza. Quindi, generalmente è il meccanico a scegliere per il cliente. Nel caso della moto entrano in gioco una serie di fattori che sfuggono alla razionalità e sfociano nel gusto personale. Così si può arrivare a preferire una pastiglia invece di un’altra per motivi del tutto non misurabili.
È altrettanto evidente che, accanto ai motociclisti appassionati, ci sono anche quelli che vivono le due ruote con il medesimo utilitarismo dell’automobile. Si limitano a usare la moto ( di solito lo scooter) come un elettrodomestico. Facendone forse l’utilizzo più razionale e logico possibile. In questo caso l’approccio è decisamente più simile a quello automobilistico.
Tutto questo si innesta su un mercato che ha un andamento delle vendite del nuovo decisamente faticoso e che porta sempre più a prolungare oltre ogni previsione, la vita delle due ruote. Uno spiraglio per il mondo dei ricambi quindi? Non è detto. Perché se il mondo del nuovo piange anche quello delle officine certo non ride. I soldi che girano sono pochi e ogni volta che si può rimandare un piccolo intervento manutentivo, si rimanda a tempi migliori.
C’è quindi assonanza fra il mondo dei ricambi a due e quattro ruote. Anche se nelle due ruote forse qualche piccolo spazio in più rispetto alle auto è rimasto. Si tratta di spazi comunque piccoli dove però il fattore prezzo è relativamente poco importante. Qui conta il brand, il valore emotivo dei prodotti e la loro capacità di rendere per certi versi unico ed esclusivo, un prodotto tirato in decine di migliaia di pezzi.

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