L’auto? Diventi un motore per la crescita

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Ancora nessuna luce in fondo al tunnel per il settore dell’auto. “Sul Corriere della Sera – Corriere Economia” dell’11 marzo, un articolo di Emilio Rizzi traccia uno scenario preoccupante. Secondo i dati del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture a febbraio di quest’anno il numero delle nuove immatricolazioni ha registrato una flessione del 17,4%.

Accanto a una pressione fiscale crescente, anche altri elementi hanno influito negativamente sul comparto: gli aumenti dei carburanti, dei pedaggi autostradali, delle assicurazioni, le difficoltà di accesso al credito e la forte caduta degli indicatori Istat di fiducia delle imprese e dei consumatori.

Secondo il centro studi Promoter il fortissimo rincaro della tassazione ha avuto un impatto così negativo sui consumi che il gettito fiscale di dicembre, invece di aumentare, è calato di ben il 7,2% con una perdita secca per l’Erario di 229 milioni e con la prospettiva di un calo di gettito di ben 2,6 miliardi nell’intero 2013.

“Tutti i player del settore dell’auto, dalle case automobilistiche alle associazioni di categoria, hanno perso una grande occasione per riportare al centro del dibattito elettorale il problema auto – osserva Pierluigi Bonora, presidente di Mobilità auto”.

“È venuto il momento di fare un’azione di lobby per trasformare il settore dell’automotive da un bancomat da cui prelevare in continuazione a un driver di sviluppo per il futuro”. (Fonte: Strategic Advice)

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