Più concorrenza, più qualitá

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Più concorrenza, più qualitá

A poco più di dieci anni dalla sua introduzione, cosa è cambiato dall’applicazione della Direttiva Monti?

Officine indipendenti più competitive e clienti più soddisfatti da interventi improntati a una maggiore qualità. È questo il più importante risultato ottenuto grazie al Regolamento europeo 1400/2002 che in nome della libera concorrenza consente all’automobilista di effettuare la manutenzione della propria vettura anche presso l’officina indipendente di fiducia, senza alcuna limitazione della garanzia del costruttore.

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Mario Monti

A poco più di dieci anni dalla sua introduzione, cosa è cambiato dall’applicazione della Direttiva Monti? Gli obiettivi che il provvedimento sulla libera concorrenza si proponeva sono stati centrati? Lo scopo della Direttiva, peraltro confermata di recente con il Regolamento UE 416/2010, era ed è quello di contrastare le pratiche che limitano le possibilità dei consumatori di scegliere i propri fornitori, sia quando si tratta di acquistare un’automobile che quando si devono effettuare i controlli periodici obbligatori previsti dal libretto di garanzia (tagliandi) o gli interventi di assistenza o installazione di accessori aftermarket. Senza che il costruttore possa far decadere la garanzia.
In pratica, grazie alla Direttiva Monti, un automobilista può rivolgersi anche ad officine indipendenti senza essere costretto a passare dalle officine autorizzate appartenenti alle reti ufficiali delle Case costruttrici. Basta che l’officina di fiducia risponda a precisi requisiti, disponga delle informazioni della Casa e utilizzi ricambi originali o di qualità corrispondente, quindi prodotti con gli stessi criteri che vengono applicati per le Case automobilistiche. In questo modo, le officine indipendenti sono equiparate a quelle della Casa madre.
È bene ricordare che prima dell’entrata in vigore del Regolamento 1400 il consumatore doveva sottostare a precisi vincoli per la manutenzione della sua vettura, con costi fissati dal costruttore, al di fuori da ogni concorrenza dettata dalla libera scelta dell’officina a cui rivolgersi. Infatti, se anche un semplice tagliando veniva effettuato al di fuori della retedelle autorizzate, la Casa e per essa le officine ufficiali avrebbero negato l’applicazione della garanzia per qualsiasi ricambio utilizzato. Con il Regolamento 1400 scompaiono privilegi e favoritismi e in nome della libera concorrenza dovrebbero innalzarsi i livelli di qualità del servizio reso al consumatore con la conseguenza che a guadagnarci sarebbe l’intero settore automotive. Le cose stanno veramente andando così? Per verificarlo abbiamo raccolto due punti di vista autorevoli sulla questione, quello delle aziende produttrici di componenti e quello delle officine.

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Riccardo Buttafarro

Riccardo Buttafarro è coordinatore Attività Aftermarket del Gruppo Componenti (aziende produttrici di componenti di primo impianto e di ricambi nonché i loro fornitori) all’interno dell’ANFIA, l’Associazione nazionale filiera industria automobilistica. Buttafarro rappresenta un sottogruppo di una quarantina di aziende, su un totale di 110 che fanno riferimento al Gruppo componenti, per le quali il mercato dei ricambi rappresenta una quota importante del fatturato.
Un settore, quello dei ricambi, la cui domanda in Italia – ai prezzi di listino delle Case auto, ed escludendo pneumatici, lubrificanti, vernici, accessori, attrezzi di officina – si aggira sui 16,1 miliardi di euro, di cui 8,6 miliardi riguardano parti meccaniche ed elettroniche e i restanti 7,5 miliardi parti di carrozzeria”.
Come ribadisce Buttafarro, “la possibilità garantita dalla normativa di effettuare liberamente il tagliando senza perdere la garanzia non è stata ben vista dalle Case mentre è chiaramente ben voluta dalle officine indipendenti. In questo contesto generale, i produttori di ricambi potevano certamente fare di più dal punto di vista della comunicazione, non limitandosi a scambiare informazioni con le officine ma anche rivolgersi più incisivamente al pubblico dei consumatori. Stiamo però correndo ai ripari e come ANFIA stiamo studiando una campagna promozionale che coinvolge proprio le officine indipendenti. Oggi infatti il consumatore si trova nella possibilità di usufruire di vantaggi concreti, sia in termini di riduzione dei costi, che per interventi su veicoli di fascia medio-bassa è di almeno il 30%, sia per la maggiore facilità di accesso agli interventi garantita dalla prossimità dell’officina sotto casa, che in genere non richiede un appuntamento e quindi offre un’assistenza più veloce”. Ma le Case costruttrici non sono rimaste ferme con le mani in mano. Il regime di concorrenzialità le ha ‘costrette’ a riorganizzare il loro servizio di assistenza e manutenzione nel senso di una maggiore qualità e di migliori condizioni complessive riservate a un cliente da conquistare o riconquistare. “Le Case hanno agito sul fronte della politica dei prezzi dei tagliandi – conferma Riccardo Buttafarro – rendendoli ancora più trasparenti. Hanno inoltre iniziato a fornire servizi aggiuntivi al semplice tagliando, come per esempio il controllo dei liquidi. Cercando di conservare i clienti che hanno e di conquistarne di nuovi. È la concorrenza che lo richiede ma anche la situazione congiunturale: la diminuzione delle immatricolazioni di auto ha portato con sé la diminuzione dei relativitagliandi e quindi l’assottigliarsi del mercato potenziale di riferimento. Senza contare la concorrenza agguerrita delle officine indipendenti che aumenteranno ancor di più il loro business visto che molte officine interne ai concessionari chiuderanno seguendo la sorte dei dealer, penalizzati dalla crisi economica e dal forte calo delle immatricolazioni. Parliamo infatti di un 30% in meno di concessionari. Un dato non certo irrilevante”.

Dario-Mottola

Dario Mottola

Sui ritorni positivi per cliente e officine indipendenti assicurati dalla Direttiva Monti insiste anche Dario Mottola, Responsabile Sud Europa Reti Officine Bosch, uno degli storici marchi di riferimento sia nell’ambito della produzione di componentiche in quello dell’assistenza post-vendita. I Bosch Car Service sono una presenza capillare e ben riconosciuta su tutto il territorio italiano.“Dal punto di vista dell’automobilista – spiega Mottola – maggior scelta e più concorrenza sul servizio generano un miglioramento dello stesso e quindi un evidente vantaggio in termini di prestazioni erogate. Come Bosch non possiamo che vedere la cosa in modo molto positivo. Entrare in competizione vuol dire dare all’automobilista la possibilità di scegliere. È anche evidente che le Case auto e le officine autorizzate non stanno a guardare e cercano in tutti i modi di conservare i clienti che già hanno o acquisirne di nuovi. Molte officine autorizzate hanno scelto il multimarca per stare al passo con l’andamento della richiesta ed essere ancora più competitive”. Alla fine, cambia anche la percezione che l’automobilista ha delle officine. “L’automobilista – continua Dario Mottola – non ha più necessità di distinzione tra operatore autorizzato o indipendente. L’importante è dare al consumatore gli stessi standard qualitativi.
Per poter competere l’officina indipendente deve essere all’altezza di un’autorizzata e se alla qualità aggiungiamo il plus della capillarità, offerta maggiormente proprio dalle officine indipendenti, il gioco è fatto. Il nostro lavoro come Bosch è proprio quello di favorire la tendenza alla qualità delle officine, non solo per quanto riguarda la competenza tecnicama anche per ciò che concerne tutta la parte gestionale dell’attività e di relazione con il cliente. L’accoglienza è infatti un elemento di immagine fondamentale”.
La rete Bosch Car Service, operativa in Italia da quasi un secolo, è oggi composta da 1.400 officine, di cui oltre 300 sono autorizzate. “Un’officina già autorizzata che intende allargare il proprio business può cogliere l’opportunità di diventare un centro Bosch Car Service – dice Mottola – Questo non implica il venir meno della rappresentanza dei marchi preesistenti quanto la convivenza senza interferenze con il marchio Bosch Car Service che rappresenta un valore aggiunto di indubbia importanza, vista la reputazione di cui godeil brand Bosch”. Che si tratti di unoperatore autorizzato o di uno indipendente, l’officina della rete Bosch Car Service deve avere un certo profilo tecnico e gestionale.
concorrenza qualita Pezzi-Auto-rubate-CerignolaBosch monitora continuamente la situazione adottando un piano di crescita e sviluppo del network attraverso precisi programmi di controllo e formazione del personale coinvolto, sia quello tecnico che quello gestionale e organizzativo dell’officina.
Una strategia che ben si adatta alle officine indipendenti e in particolare a quelle associate a una cultura gestionale e organizzativa di tipo artigianale cheperciò hanno la possibilità di diventare moderne imprese attive nel settore post-vendita. In quest’ottica si inquadra anche la più recente iniziativa messa in campo da Bosch, la rete AutoCrew, lanciata verso la fine del 2012 e destinata a crescere nel tempo fino a raggiungere un centinaio di adesioni nel prossimo futuro. “AutoCrew – aggiunge Dario Mottola – nasce anche dalla considerazione che la rete Car Service, proprio perché già ampiamente capillare, non può fisicamente crescereall’infinito.
Con la nuova iniziativa ci rivolgiamo in particolare alle officine indipendenti che per AutoCrew sono il primo bacino d’interesse, anche se ovviamente possono essere coinvolte anche officine autorizzate che vogliono allargare le loro competenze. Lo scopo è sempre quello di ampliare il raggio d’azione delle officine e innalzarne il livello qualitativo, proprio come accede con la rete Bosch Car Service. La differenza con quest’ultima è data dal fatto che l’officina aderente al network AutoCrew ha meno impegni ed è meno ‘brandizzata’. C’è dunque ampia possibilità di scelta: si può ragionare su quanto ‘vestirsi di Bosch’, anche  se gli obiettivi sono gli stessi in entrambi i casi”.

di Fabio Basilico

I NUOVI DIRITTI SECONDO IL REGOLAMENTO 1400/2002

Grazie al Regolamento 1400/2002, l’automobilista può scegliere di effettuare la manutenzione ordinaria della sua vettura dove gli è più conveniente, beneficiando della concorrenza tra le officine delle reti ufficiali delle Case automobilistiche e le officine indipendenti ma qualificate.
La Direttiva fa piazza pulita delle limitazioni imposte dai costruttori nel subordinare l’applicazione della garanzia. E stabilisce il diritto dell’officina generica di: acquisire ricambi del costruttore auto presso la rete del costruttore; usare ricambi originali ovvero forniti dal produttore delle parti stesse su specifiche della Casa automobilistica; utilizzare ricambi di qualità corrispondente, forniti da componentisti indipendenti che certificano la conformità delle parti di ricambio in relazione alle specifiche originali e al livello di qualità prescritto dalla Casa automobilistica; procurarsi questiricambi anche da canali commerciali indipendenti e competitivi.
La Direttiva Monti sancisce anche il diritto delle officine indipendenti di accedere alle informazioni tecniche relative a manutenzione, riparazione e servizio rilasciate dalla Casa costruttrice alle stesse condizioni praticate alle officine autorizzate.

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